Progettare seguendo il tuo comfort…

Progettare uno spazio pubblico significa anche capire il comfort del cittadino

Progettare uno spazio pubblico significa anche capire il comfort del cittadino

Si definisce COMFORT quella particolare condizione di benessere determinata, in funzione delle percezioni sensoriali di un individuo.

Il comfort è uno degli aspetti che caratterizzano i miei progetti. Negli anni mi sono concentrata molto su questo aspetto, cioè su quanto sia fondamentale capire come gli spazi che progetto debbano mettere a proprio agio chi li abiterà anche se per breve o lungo termine.

Sarà per deformazione professionale o per la mia innata curiosità, ma spesso mi soffermo a osservare gli spazi che mi circondano e qualche giorno fa mi è successo questo: mi trovavo a Roma all’uscita della fermata metro B Monti Tiburtini e aspettavo una cliente con il quale avremmo raggiunto la sua abitazione per un sopralluogo. Mentre aspettavo, tra l’uscita e l’area di parcheggio retrostante la Metro, ho notato una cosa: per arrivare al parcheggio è stata realizzata una piccola area verde, circoscritta da quello che effettivamente dovrebbe essere il passaggio pedonale. Questo marciapiede sarebbe dovuto servire a raggiungere appunto l’area parcheggio, ma  nell’area verde si era formato un percorso nuovo. Questo percorso era stato col tempo creato e utilizzato dai passanti perchè lì hanno trovato il proprio COMFORT. In attesa della mia cliente, sono rimasta un pò ad osservare i passanti per capire quale percorso avrebbero scelto… beh il risultato è stato sempre lo stesso: tutti  hanno utilizzato il percorso “abusivo” ignorando del tutto quel marciapiede che psicologicamente portava ad aumentare i tempi per raggiungere la propria auto… la foto che vedete qui a sinistra vi spiega meglio delle mie parole.

Purtroppo questo è uno degli errori che spesso avrai notato anche tu nelle progettazioni sia pubbliche che private, ossia ci si concentra sempre sul bello e figo ma difficilmente sul funzionale, sul mettere al massimo del comfort la persona che deve usare quel passaggio o abitare quegli spazi  progettati da noi tecnici.

Sono e resterò sempre di una teoria “ciò che è funzionale ripaga sempre ciò che appare bello“. Per esempio, non si può prevedere un letto standard di lunghezza 1.90 metri se il cliente che lo richiede è alto 2 metri. Non si deve perdere di vista quello che appunto è il COMFORT del cliente.

arch. Giulia Gorghini

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